Come si immagina il futuro di un quartiere? Da quali storie, bisogni e desideri si parte per ripensare uno spazio urbano che è già profondamente vissuto?
A queste domande ha cercato di rispondere il laboratorio di mappatura e immaginazione del futuro quartiere di piazza San Vigilio a Merano, promosso da la Kunsthaus di Merano e UPAD, in un percorso partecipativo che ha messo al centro le persone e il loro sguardo sul territorio. Una giornata/laboratorio che si è configurata come uno spazio aperto di confronto e co-creazione, capace di intrecciare pratiche artistiche, strumenti di analisi urbana e saperi quotidiani. Piazza San Vigilio, non luogo di passaggio ma di identità e vitalità, è diventata così il punto di partenza per un’indagine collettiva sul presente e su ciò che potrebbe diventare. Durante gli incontri, quelli preparatori e la giornata di attività, i partecipanti – cittadini e cittadine di diverse età, provenienze ed esperienze – sono stati invitati a osservare e “leggere” il quartiere attraverso la mappatura: non solo una rappresentazione fisica degli spazi, ma una vera e propria cartografia emotiva e sociale. Sono emersi percorsi abituali, zone di incontro e di conflitto, angoli dimenticati, ma anche potenzialità inespresse. Le mappe prodotte hanno raccolto racconti personali, memorie, bisogni concreti e desideri per il futuro, restituendo una visione complessa e stratificata del luogo.
Accanto alla fase di analisi, il laboratorio ha aperto uno spazio dedicato all’immaginazione. Attraverso esercizi creativi, discussioni guidate e pratiche artistiche, i partecipanti hanno potuto proiettarsi in scenari futuri, interrogandosi su come vorrebbero vivere Piazza San Vigilio nei prossimi anni. Verde, socialità, accessibilità, cultura e cura sono stati alcuni dei temi ricorrenti, emersi come elementi chiave per un quartiere più accogliente e inclusivo. Il ruolo de la Kunsthaus è stato quello di portare l’arte contemporanea fuori dai confini istituzionali, utilizzandola come strumento di ascolto e di attivazione sociale. UPAD, dal canto suo, ha contribuito con la propria esperienza che trova espressione in piazz@telier e con una forte attenzione al coinvolgimento della comunità locale. Insieme, le due realtà hanno dato vita a un processo che non mira a fornire soluzioni preconfezionate, ma a generare domande, consapevolezza e senso di appartenenza. Il laboratorio non si è concluso con una risposta definitiva su come dovrà essere il futuro di Piazza San Vigilio: ha lasciato, piuttosto, in eredità un metodo e una visione, quella di un quartiere che può essere ripensato a partire dall’ascolto, dalla partecipazione e dall’immaginazione condivisa. Le mappe e i materiali prodotti diventano così strumenti di dialogo, utili non solo per chi ha partecipato, ma anche per le istituzioni e per chiunque sia interessato a costruire una città più attenta alle persone che la abitano.
In un tempo in cui la trasformazione urbana è spesso guidata da logiche veloci e standardizzate, il laboratorio di Piazza San Vigilio ha dimostrato che prendersi il tempo per mappare, ascoltare e immaginare insieme può aprire scenari nuovi e più sostenibili. Un piccolo ma significativo passo verso un futuro pensato collettivamente.
piazz@telier è un progetto UPAD realizzato in collaborazione con IPES e Comitato di Quartiere piazza San Vigilio, via Fornaio, Rione Sant’Antonio
grazie al contributo di Provincia autonoma di Bolzano Ufficio Educazione Permanente e Comune di Merano Assessorato alla Cultura




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