A Merano, nel cuore del quartiere di Piazza San Vigilio, nasce Raccontare Piazza — un laboratorio di esplorazione e narrazione dello spazio urbano promosso da Fondazione UPAD e ideato da Fiammetta Palpati, autrice e formatrice con esperienza pluriennale nel progetto Raccontare il Paesaggio. Compreso in piazz@telier il più ampio piano di rigenerazione culturale e sociale del quartiere, Raccontare Piazza ha l’obiettivo di riattivare il legame tra i residenti e il loro contesto quotidiano, trasformando il paesaggio urbano da semplice sfondo a protagonista di storie condivise. Non si tratta solo di descrivere edifici o vie, ma di riscoprire lo spazio che abitiamo con uno sguardo nuovo: intenzionale, curioso, narrativo. Attraverso tre incontri, i partecipanti — residenti del quartiere e non — saranno guidati a osservare, ascoltare, annotare e infine raccontare luoghi, suoni, dettagli nascosti, memorie e sensazioni. Il paesaggio diventa così un tessuto vivo di relazioni, storie e significati e per raccontarlo non serve essere scrittori, fotografi o artisti: basta la voglia di guardare con attenzione, ascoltare i suoni, notare i dettagli che di solito sfuggono… e poi metterli in parole, immagini, suoni o semplici appunti. Perché la piazza non è solo un posto dove ‘si passa’ — è un luogo che vive, respira, ha storie da raccontare. Giovedì 19 marzo abbiamo iniziato con un’atmosfera curiosa e un po’ emozionata: presentazioni, chiacchiere, esercizi di ascolto e di narrazione orale… e già si sentiva che questo gruppo ha voglia di raccontare; il giorno successivo, venerdì 20 marzo, abbiamo esplorato Piazza San Vigilio e dintorni con occhi da esploratori: appunti, schizzi, foto, registrazioni di suoni — e soprattutto tante osservazioni, domande, sorprese. Chi ha notato il muro con i graffiti nascosti? Chi ha sentito il canto degli uccelli tra i tetti? Chi ha scoperto un angolo che non aveva mai guardato davvero? Tornati in aula, il tutto è stato condiviso, e già si cominciavano ad intravedere le ‘forme’ di storie, emozioni, dettagli che solo camminando insieme si possono scoprire. Il lavoro non è ancora finito, continueremo a camminare, osservare, raccontare nei prossimi incontri:

9.4 ore 16.30 – 10.4 ore 10.00: Approfondimento narrativo, mappatura del visibile e dell’invisibile.

21.5 ore 16.30 – 22.5 ore 10.30: Elaborazione finale e restituzione dei materiali — con possibilità di partecipare alla mostra Merano, spazio urbano: ieri, oggi, domani? (ottobre 2026 presso la Kunsthaus di Merano).

Raccontare Piazza non è solo un laboratorio, è un invito a rallentare, a fermarsi, a guardare con curiosità quel pezzo di mondo che ogni giorno attraversiamo senza vederlo davvero. È un’occasione per riconnettersi al proprio quartiere — non come spazio da attraversare, ma come luogo da abitare con attenzione, con memoria, con affetto. È il modo per trasformare l’abitudine in scoperta, e la scoperta in abitudine: quel muro, quel portone, quel rumore, quel profumo… diventano improvvisamente parte di una storia, la nostra storia. E soprattutto, è un’opportunità per costruire insieme una narrazione collettiva — perché lo spazio urbano non è solo fatto di mattoni e asfalto, ma di voci, ricordi, emozioni, sguardi che si incrociano. E quando le condividiamo, lo rendiamo più vivo, più nostro. Perché a volte, la cosa più bella da scoprire… è proprio quello che abbiamo sotto gli occhi — ma che non abbiamo mai davvero visto.E quando lo vediamo insieme, diventa magia.

Se ti va di provare, scrivici o passa a trovarci.

piazz@telier è un progetto realizzato da Fondazione Upad in collaborazione con IPES e Comitato di Quartiere piazza San Vigilio – via Fornaio – Rione Sant’Antonio

con il contributo di

Provincia autonoma di Bolzano Ufficio Educazione Permanente

Comune di Merano Assessorato alla Cultura

Se prendiamo uno spazio vuoto, dentro un edificio, e ci mettiamo il palcoscenico, le poltrone, il sipario, le quinte, otteniamo una sala che chiunque riconosce come 𝑢𝑛 teatro. Ma 𝑖𝑙 teatro, dice, può stare ovunque. In una piazza, su un prato. 𝐼𝑙 teatro sono persone che si ritrovano e dànno vita ad una storia. Recitando e guardando, con le battute e gli applausi. Quindi, se si disegna la piantina di 𝑢𝑛 teatro, escludendo i corpi, le parole, i gesti si eliminano proprio gli ingredienti fondamentali per 𝑖𝑙 teatro. Allo stesso modo, nella mappa di una città, mancano gli elementi che la rendono una città. Questo si può dire per qualunque luogo, perché i luoghi sono sempre teatri, ovvero ‘’persone che si ritrovano e dànno vita ad una storia’’. Con la differenza che uno spettacolo dura un paio d’ore, e chi interpreta un senzatetto a fine serata può tornarsene a casa. Nei luoghi invece la rappresentazione non finisce, i ruoli sono appiccicosi e devi restare in scena anche quando non sai la parte. A maggior ragione, dice, per orientarsi nel paesaggio, le storie sono più utili delle mappe. Quelle servono a dominare la Terra. A stabilire cosa esiste e cosa non c’è.

A creare fantasmi.

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